Perché Mamì?

Mamì risuona come espressione primordiale, vagito infantile, cantilena milanese. Un bisillabo buffo, che tuttavia reclama il proprio diritto alla vita e a mostrarsi.

Mamì si plasma sull’idea che il teatro sia la risposta all’urgenza di indagare se stessi e al bisogno di incontrarsi nuovamente intimamente e senza ipocrisie. Perché ciò si realizzi è necessario che il teatro si compia in un luogo protetto e accogliente, che offra spazio alle diversità, che valorizzi l’individuo, che consideri imprescindibile il tessuto relazionale. E' necessario un luogo che riesca ad abbracciare il silenzio della cura e del rispetto, ma che faccia risuonare il rumore dionisiaco dell’atto creativo.

Mamì sorge tra le mura di un dismesso capannone industriale della periferia milanese e la sua origine racconta a suo modo la sua identità: intrisa di un’umanità vera, che spesso vive a margine, ma che sente il bisogno di trovare il proprio spazio e gridare la propria r-esistenza..

Mamì è tra strade poco battute e sconosciute. Soltanto chi non teme di avventurarsi per sentieri inesplorati potrà cercarla e cercarsi. Soltanto chi è profondamente curioso di se stesso, del mondo  e del proprio senso potrà raggiungerla e raggiungersi.